Non resistere. Trasformarsi.
Cosa significa oggi costruire?
Cosa significa progettare quando il clima cambia, le città si trasformano, i materiali devono reinventarsi e l’architettura non può più limitarsi a occupare spazio ma deve generare senso, energia, responsabilità?
Prospettive di Architettura Resiliente nasce dall’urgenza di interrogare il presente attraverso lo sguardo dell’architettura italiana contemporanea. In un tempo segnato dalla crisi climatica, dal consumo di suolo, dall’instabilità energetica e dalla trasformazione profonda dei modi di abitare, lavorare e vivere la città, l’architettura è chiamata a ridefinire il proprio ruolo culturale, sociale e ambientale. Non più semplice disciplina costruttiva, ma dispositivo critico capace di interpretare la complessità e di generare nuovi equilibri.
Il progetto si articola in sei film-documentari interconnessi, concepiti come un unico racconto che attraversa visioni, ricerche e pratiche operative di architetti e studiosi italiani attivi nel panorama internazionale. Esso costruisce un campo di confronto, in cui visioni differenti vengono accostate per restituire la complessità delle trasformazioni in atto.
Studio Fuksas, rappresentato nel film dall’architetto Podestà, rilancia l’idea di un nuovo umanesimo per l’architettura, ripensando la relazione tra abitare, lavoro e tempo libero come sistema integrato e flessibile. Stefano Boeri ridefinisce il rapporto tra edificio e natura attraverso il Bosco Verticale e le strategie di forestazione urbana, proponendo un modello di edificio che respira e integra biodiversità e architettura. Carla Langella esplora il progetto bioispirato e l’integrazione tra design e scienze della vita, superando la semplice imitazione formale della natura per comprenderne i meccanismi profondi. Consuelo Nava e Martino Milardi mostrano come la ricerca universitaria possa tradursi in sperimentazione concreta su materiali, sicurezza sismica, autonomia energetica e transizione ecologica. Alessandro Melis restituisce la resilienza nella sua dimensione sistemica, intrecciando ambiente, salute e questione sociale. Benedetta Tagliabue racconta un’architettura come pratica viva, capace di adattarsi ai luoghi, alle persone e al tempo.
Questi film non si limitano a presentare opere. Mettono in luce un modo di pensare, una via italiana alla ricerca e alla produzione architettonica che unisce idealismo e tecnica, memoria e innovazione, visione e responsabilità.
La prima mondiale del progetto si svolge a Beirut, in un momento in cui il tema della trasformazione dell’ambiente costruito non è un esercizio teorico ma una necessità concreta. Qui parlare di resilienza significa parlare di futuro reale: gestione dei detriti, sostenibilità dei processi, qualità dello spazio pubblico, ricostruzione consapevole.
Prospettive di Architettura Resiliente è un dispositivo culturale pensato per generare confronto, aprire dialoghi, creare connessioni tra università, professionisti e stakeholder. È un invito a ripensare l’architettura non come forma chiusa, ma come organismo capace di evolvere.
Ideazione del ciclo: Angelo Gioè
Curatela: Arch. Santina Di Salvo