Mostra del pittore PIERO MASCETTI
Ho avuto la fortuna di assistere recentemente a una performance dal vivo di Piero Mascetti, intento a dar vita, colore e sentimento a una tela inizialmente amorfa di 206×93 cm, di fronte a una platea con cui, dipingendo, dialogava con rilassata tranquillità, ma da cui allo stesso tempo a tratti si astraeva in momenti di assoluto e intimo raptus creativo. Credo che proprio questo rappresenti la caratteristica che maggiormente connota lo stile del giovane, ma già ampiamente apprezzato pittore romano, l’equilibrio – anch’esso riconducibile alla più tipica tradizione italiana – tra la consumata padronanza della tecnica, quello che potrebbe definirsi il mestiere e l’insorgere potente delle emozioni, reso dalla presenza ostentata della materia, dalla persistenza dei colori forti e degli odori, in una parola l’ispirazione. Tra i due poli, la perspicacia dello sguardo e del gusto, capace di comporre in unità il molteplice, di suggerire “visioni” della realtà (in forme mai narrative), secondo un percorso artistico, che, come altri hanno rilevato, va dalla tradizione del Rinascimento all’arte degli informali, in primis Georges Rouault. È pertanto un motivo di autentica soddisfazione essere riusciti a presentare qui a Beirut, dove la sperimentazione pittorica è estremamente vivace e raffinata, una selezione di suoi dipinti, ispirati appunto a quel Mediterraneo (ai suoi colori, ai suoi contrasti, alle sue atmosfere), che sottilmente avvicina e unisce i due Paesi da sempre amici, il Libano e l’Italia. Di questa bella mostra, devo e voglio ringraziare la Fondazione Audi – nelle persone del suo Presidente Raymond Audi, della dinamicissima Direttrice Lilian Tyan e di tutto il suo staff – che dall’inizio hanno condiviso con noi il progetto e che, ospitandola nella splendida Villa di Ashrafieh, le hanno conferito il fascino di un evento eccezionale. Attilio De Gasperis Direttore Istituto Italiano di Cultura