Diretto da Roberto Rossellini nel 1950, il film è ispirato a I fioretti di San Francesco e alla vita di frate Ginepro. Per mettere in luce aspetti meno consueti del francescanesimo, il regista ebbe ricorso allo storico Arnaldo Fortini. Gli episodi, indipendenti tra loro, sono uniti dal riferimento alla Porziuncola di Santa Maria degli Angeli.
Senza puntare a una ricostruzione storica rigorosa, Rossellini racconta vicende tradizionali su San Francesco d’Assisi e i suoi compagni, interpretati da veri frati. Il protagonista risulta però quasi in secondo piano rispetto a frate Ginepro, affiancato da Giovanni il Semplice.
Il film esalta una santità spontanea e anticonvenzionale, fatta di gesti semplici che sfidano la morale comune. Emblematici gli episodi in cui Ginepro dona il saio a un povero, o suggerisce di rubarglielo per non disobbedire, e quello dell’incontro con il tiranno Nicolaio, dove il suo richiamo a umiltà e povertà resta incomprensibile ai potenti.